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	<title>Prendere Parola</title>
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		<title>Prendere Parola</title>
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		<title>Siena: immobilismo e fantasiosità</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 11:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[My backyard: Siena e la Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Vecchio ciarpame]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi un anno fa alcuni coraggiosi tentarono di dare una vita propria al portale Prendere Parola, spinti dall&#8217;idea che un luogo aperto di discussione potesse rappresentare un dono appetitoso per tutti coloro che sentivano d&#8217;avere qualcosa da dire. In questo lungo anno le energie di questo gruppo si sono purtroppo disperse in mille altre cose [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=prendereparola.org&blog=10540958&post=21&subd=prendereparola&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi un anno fa alcuni coraggiosi tentarono di dare una vita propria al portale Prendere Parola, spinti dall&#8217;idea che un luogo aperto di discussione potesse rappresentare un dono appetitoso per tutti coloro che sentivano d&#8217;avere qualcosa da dire.</p>
<p>In questo lungo anno le energie di questo gruppo si sono purtroppo disperse in mille altre cose e la creatura, priva delle necessarie cure, ha cessato ogni evoluzione, ristagnando e lasciando che l&#8217;attualità di Siena e dintorni (se non del mondo intero) superasse il punto al quale eravamo arrivati&#8230;</p>
<p>O forse no?</p>
<p>In realtà, cercando tra le ultime e poche <em>news</em> riguardanti Siena tra le fonti nazionali ci siamo assurdamente stupiti che gli unici argomenti (basket e &#8220;nera&#8221; a parte) di cui si parla sono:</p>
<p>1) La causa della curia senese contro Raffele Ascheri per il suo libro &#8220;La casta di Siena&#8221; (<a href="http://www.agi.it/firenze/notizie/200810011141-cro-r012129-art.html" target="_blank">cfr</a>.), da noi a suo tempo (appunto) recensito <a href="http://wp.me/pIebs-f">qui </a></p>
<p>2) L&#8217;annosa questione dell&#8217;Aeroporto di Siena su Repubblica.it (http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/siena-aeroporto/siena-aeroporto/siena-aeroporto.html) di cui si parla <a href="http://wp.me/pIebs-i">qui</a>.</p>
<p>Strano che queste fossero proprio le ultime cose di cui ci eravamo occupati quasi un anno fa, vero?</p>
<p>L&#8217;unica altra questione emersa nel frattempo è quella del prossimo crack finanziario dell&#8217;Università degli Studi di Siena, pare (http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Siena-l-ateneo-sommerso-dai-debiti/2043055/6).</p>
<p>Ci si può immaginare la nostra sorpresa quando, dopo aver lungamente pensato a ben altro, ci è capitato di porre nuovamente la nostra attenzione sulle cose senesi: niente di nuovo, a quanto pare&#8230;</p>
<p>Pare, infatti, ma non è affatto così.</p>
<p>La questione aeroporto, per esempio, che tanti clamori provocò lo scorso anno e che fu, in ultima analisi, motivo di lacerazioni e litigi, nonché oggetto di una barbara campagna stampa, volta a un curioso <em>terreur</em> mediatico (4 milioni di passeggeri, poi &#8220;500.000 viaggiatori entro il 2011&#8243;) di cui ancora oggi non sono del tutto chiari gli scopi, si è ridotta in un niente, come era lecito aspettarsi. Già all&#8217;epoca del vecchio blog de&#8217; il Campo delle Idee avevamo avanzato il presentimento e il sospetto che le cose si sarebbero risolte in nulla e ciò, tra le altre cose, ci costò alcuni dei più gustosi epiteti che mai ci siano stati rivolti.</p>
<p>Stessa cosa per la &#8220;casta&#8221; di Ascheri: niente di nuovo, a parte il fatto che, evidentemente, i &#8220;buoni pastori&#8221; ritengono che tutti, tra le proprie fila, debbano essere protetti: Dio poi riconoscerà i suoi&#8230; e li destinerà se è il caso alle <em>fiamme</em> (a buoni intenditori&#8230;).</p>
<p>Ma è inutile rivangare. Quel che ci proponiamo con questo piccolo articolo non è tanto indagare fatti e misfatti, ma piuttosto riprendere un discorso e rilanciare l&#8217;idea che ci sia molto da dire e tutto il bisogno del mondo di dirlo.</p>
<p>Mentre ancora si discute (anche se sotto tono) di aeroporti, il tratto senese della Siena-Grosseto non &#8220;decolla&#8221; e nessuno ci dice perché (ce lo dite, il perché?) e la gente muore.</p>
<p>Il sistema ferroviario langue, nonostante l&#8217;antico piano di rilancio sottoscritto da Ministero, Regione e Province varie. Perché? (Ah, già, ora ci risovviene ciò che ci fu detto ai tempi: i treni sono un residuo romantico del XIX secolo e il futuro sono gli aerei: andremo a Firenze in aereo, quindi?).</p>
<p>La sicurezza di quella trappola mortale che è la Siena-Firenze, ingresso padronale alquanto mal tenuto alla città e alla provincia, viene affidata a una ridicola teoria di costosissimi autovelox, anziché a un superfluo mantello di asfalto drenante. Come mai?</p>
<p>La città e la provincia vengono stritolate da una massa abnorme di insediamenti e non si fanno le strade minime sufficienti per sostenere il maggior flusso di auto (vi è capitato di farvi un giro per viale Mazzini verso la <em>rush hour</em>? E che dire della situazione a Colonna San Marco?). <em>Pourquoi</em>?</p>
<p>Tutta roba vecchia, certo: se ne parlava già un secolo fa. Che barba!</p>
<p>Ebbene? Qualcuna di queste questioni ha trovato risposta?</p>
<p>Vi aspettiamo qui per porci insieme qualche altra domanda e, magari, prenderci insieme la responsabilità di&#8230; Prendere Parola.</p>
<p>P.s.</p>
<p>Tutto ciò non toglie davvero l&#8217;apertura del portale a tematiche assai più leggere. Chi volesse collaborare può inviarci tutto ciò che vuole: cronaca culturale, brevi racconti, ecc.</p>
<p>Aiutateci a mantenere in vita questa risorsa!</p>
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		<title>Punti aperti della &#8220;Proposta e Piano di sviluppo per l&#8217;aeroporto di Siena&#8221; fondo Galaxy e suggerimenti per una nuova versione del documento.</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 11:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[My backyard: Siena e la Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Vecchio ciarpame]]></category>

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		<description><![CDATA[AUTORE: FRANCESCO ANTONI E&#8217; stato posto alla mia attenzione il documento &#8220;Proposta e Piano di sviluppo per l&#8217;aeroporto di Siena&#8221;. Il documento è ben impostato, ma manca di alcune parti fondamentali necessarie affinché le parti interessate all&#8217;operazione possano prendere decisioni in merito. Si raccomanda quindi alle parti interessate di chiedere un completamento del documento prima [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=prendereparola.org&blog=10540958&post=18&subd=prendereparola&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>AUTORE: FRANCESCO ANTONI</strong></p>
<p>E&#8217; stato posto alla mia attenzione il documento &#8220;Proposta e Piano di sviluppo per l&#8217;aeroporto di Siena&#8221;. Il documento è ben impostato, ma manca di alcune parti fondamentali necessarie affinché le parti interessate all&#8217;operazione possano prendere decisioni in merito. Si raccomanda quindi alle parti interessate di chiedere un completamento del documento prima di intraprendere alcuna azione.</p>
<p>I commenti che seguono non vogliono essere esaustivi, ma dare soltanto un sapore di come dovrebbe essere redatta la nuova versione della &#8220;Proposta&#8221;.</p>
<p>Il paragrafo 3.9 &#8220;Modello economico-finanziario&#8221; è composto di quattro pagine riassuntive su aspetti teorici elementari dei modelli economici-finanziari: come si calcolano i profitti, le perdite, i flussi di cassa eccetera. Ma dopo questa parte teorica, piuttosto fastidiosa perché sembra un bignamino di definizioni per un esame universitario non segue il contenuto (!!!): nel documento manca completamente il Piano Economico-Finanziario.</p>
<p>Nel documento esiste altresì un &#8220;Programma di  Investimenti&#8221; (allegato 3) il quale però, ovviamente, descrive aspetti patrimoniali e non economici. Peraltro anche il &#8220;Programma di Investimenti&#8221; è piuttosto vago e non è accompagnato, come si dovrebbe, da un dettaglio dei calcoli effettuati. Per esempio nell&#8217;allegato si legge &#8220;2009: Strutture d&#8217;imbarco 11,4 milioni&#8221;, ma non è reso noto il break-down di tale investimento e quali fonti siano state utilizzate per stimarlo.</p>
<p>Il Piano Economico-Finanziario e il Programma degli Investimenti dovrebbe estendersi non soltanto agli shareholders, come la società di Gestione, ma dovrà essere presentato in modo segregato per tutti gli stakeholders quali le amministrazioni pubbliche e i gestori dei servizi aeroportuali e di altra natura, in modo anche da giustificare la stima sulla creazione di posti di lavoro.</p>
<p>Sia il Piano Economico-Finanziario, sia il Programma degli Investimenti dovrebbero essere poi accompagnati da una Analisi di Sensitività. L&#8217;Analisi di Sensitività è &#8211; per i non addetti ai lavori &#8211; un calcolo di scenari diversi delle proiezioni finanziarie nel caso in cui le ipotesi adottate per redigere il business plan non si realizzassero. Questa tipologia di analisi è fondamentale per poter stimare il rischio dell&#8217;investimento e nel documento di Galaxy non esiste.</p>
<p>Le ipotesi sui flussi turistici per gli anni a venire non sono molto solide. Per esempio a pagina 12 si afferma che uno dei maggiori vincoli allo sviluppo turistico ed economico della zona di Siena è la congestione degli attuali sistemi ferroviari e stradali che limita il numero di visitatori che &#8220;si trattengono per poco tempo&#8221;. Per poter fare una affermazione del genere come minimo si devono portare dei dati riguardo a:</p>
<p>1)      Quanti turisti visitano Siena &#8220;trattenendosi per poco tempo&#8221; facendo però base in altre città toscane, come Firenze.</p>
<p>2)      La coerenza fra questa ipotesi di sviluppo turistica (ribadita al punto 3.6.1 del documento) e quella che il Comune e la Provincia di Siena affermano di perseguire e che non mi sembra per fortuna orientata all&#8217;incremento del turismo-Disneyland di &#8220;brevi soggiorni&#8221;.</p>
<p>Anche sull&#8217;impatto ambientale vi sono considerazioni da fare: per esempio le ipotesi di incremento dei passeggeri ad Ampugnano non sono accompagnate da una valutazione sull&#8217;impatto sui volumi di traffico sul sistema stradale e sugli eventuali investimenti in merito da parte delle amministrazioni pubbliche.</p>
<p>Manca poi tutta una valutazione dei rischi: è normale che l&#8217;investitore sia guidato da un forte ottimismo, ma è serio presentare anche i rischi economici, ambientali e le relative strategie di mitigazione. I rischi mal gestiti possono avere un impatto rilevante sul ROI (ritorno sull&#8217;investimento): a tal proposito si nota che manca completamente anche il calcolo del ritorno sull&#8217;investimento. Oggigiorno neppure gli investitori puramente istituzionali entrano in un investimento senza conoscerne il ritorno economico. E&#8217; vero che per la costruzione di infrastrutture si possono anteporre necessità &#8220;sociali&#8221;, ma di certo non possono essere approvate senza sapere finanziariamente a cosa si va incontro.</p>
<p>Concludendo, come accennavo all&#8217;inizio, queste mie considerazioni non sono esaustive, ma spero possano essere utili per far capire che il &#8220;Piano&#8221; così come è stato presentato proprio non funziona e non può essere accettato dai destinatari. L&#8217;unica informazione che si trae dalla corrente versione del piano è che ci sono un bel po&#8217; di soldini per chi vincerà (con o senza doping) gli appalti di ristrutturazione, insomma a soggetti ai quali tutte le carenze del documento fanno soltanto comodo: non volendo però dare una piega politica a questo mio intervento, direi di chiuderlo qua.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/prendereparola.wordpress.com/18/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/prendereparola.wordpress.com/18/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/prendereparola.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/prendereparola.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/prendereparola.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/prendereparola.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/prendereparola.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/prendereparola.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/prendereparola.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/prendereparola.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/prendereparola.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/prendereparola.wordpress.com/18/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=prendereparola.org&blog=10540958&post=18&subd=prendereparola&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;La casta di Siena&#8221;. Intervista a Raffaele Ascheri</title>
		<link>http://prendereparola.org/2007/12/29/la-casta-di-siena-intervista-a-raffaele-ascheri/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Dec 2007 11:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[My backyard: Siena e la Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Vecchio ciarpame]]></category>

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		<description><![CDATA[AUTORE: DANIELA LANGELLA. Ho letto l&#8217;ultimo libro di Raffaele Ascheri, &#8220;La casta di Siena&#8221; e, piuttosto che recensirlo, mi è sembrato interessante rivolgere all&#8217;Autore alcune domande nate dalla lettura del volume. Introduco la mia chiacchierata con Raffaele riportando alcune notizie: tutte le 1500 copie che Raffaele Ascheri aveva fatto stampare e che poi ha personalmente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=prendereparola.org&blog=10540958&post=15&subd=prendereparola&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>AUTORE: DANIELA LANGELLA.</strong></p>
<p>Ho letto l&#8217;ultimo libro di Raffaele Ascheri, &#8220;La casta di Siena&#8221; e, piuttosto che recensirlo, mi è sembrato  interessante rivolgere all&#8217;Autore alcune domande nate dalla lettura del volume.</p>
<p>Introduco la mia chiacchierata con Raffaele riportando alcune notizie: tutte le 1500 copie che Raffaele Ascheri aveva fatto stampare e che poi ha personalmente distribuito nelle librerie di Siena sono andate esaurite in breve tempo. In assoluto il libro più venduto in Città nel mese di Dicembre. A questo marcato interesse di pubblico è corrisposto un silenzio pressoché unanime da parte dei mezzi di informazione locali. Giornali, radio e canali televisivi cittadini non hanno fatto menzione del &#8220;fenomeno editoriale&#8221;, nemmeno per criticarne forme e contenuto. Abbiamo quindi voluto essere noi di Prendere Parola a coprire la notizia, ritenendo che, comunque la si pensi, non è mai giusto, né tantomeno professionale, ignorare ciò che muove un interesse così diffuso.</p>
<p>Raffaele, sull&#8217;onda del lavoro di Rizzo e Stella col libro &#8220;La Casta&#8221;, ha fatto le pulci, con uno stile e un approccio suoi, all&#8217;establishment locale, tratteggiandone un ritratto impietoso.</p>
<p>Politici e giornalisti, ma anche prelati e amministratori sanitari. L&#8217;autore ha documentato e messo nero su bianco quel che siamo oramai abituati a sentire nei salotti, nei bar e agli angoli di strada. Libro alla mano gli si potranno muovere critiche di ogni genere, ma non gli si potrà certo rimproverare mancanza di coraggio.</p>
<p>Il pregio innegabile di questo libro sta nell&#8217;aver espresso pubblicamente un parere dissonante, e l&#8217;averlo ignorato non è di nessuna utilità, né per la &#8220;casta&#8221; senese, né per la stampa locale: i dati e le informazioni possono o non possono essere smentiti a seconda che le critiche fatte siano o non siano ben documentate. Però rifiutare il confronto fa sempre una brutta impressione e, nel caso, non rende giustizia alla sportività e allo <em>humor</em> dei criticati.</p>
<p>Onore dunque al merito dell&#8217;autore, anche solo perché chi tace in pubblico dovrebbe farlo anche in privato, e smettere di lamentarsi per ogni cosa nascondendo la bocca dietro la mano.</p>
<p><em>Passiamo ora all&#8217;intervista.</em></p>
<p><strong>D.</strong>: Raffaele, iniziamo con &#8220;l&#8217;ambientalismo alla senese&#8221;: il caso Monticchiello e la geotermia amiantina. Spesso le ragioni che vengono portate a sostegno di decisioni in merito a grandi interventi urbanistici, infrastrutturali e viari sono quelle dell&#8217;occupazione, dello sviluppo  e del miglioramento della qualità della vita in generale. Tu sembri molto scettico sulla veracità di queste motivazioni&#8230; Ci potresti spiegare quali sono, secondo te, le ragioni reali dei tanti progetti di cui si sta parlando o di cui già si vede la realizzazione?</p>
<p><strong>R.</strong>: Affermo solo una cosa che, politicamente, è incontestabile, se si ha onestà intellettuale: se quello che è stato fatto nel territorio di Siena negli ultimi anni fosse stato deciso da un governo locale di centro-destra, il centro-sinistra del Senese sarebbe insorto, e questo basti. La politica di ipercementificazione è propria di Berlusconi (che non a caso viene dal mattone, come si sa); è peculiare di Caltagirone, che dal mattone ha costruito il suo impero, che tanti legami ha con il Mps di oggi. A Monticchiello c&#8217;erano 22 villette da edificare, sono diventate 95!! Si può parlare di &#8220;ecomostro&#8221; o meno, ma la deriva speculativa è assolutamente innegabile. E i verdi locali? Essendo alleati a tutti i livelli, hanno un atteggiamento che definire ambiguo e ondivago sarebbe riduttivo: come ho scritto, quello dei verdi locali è un vero &#8220;psicodramma&#8221;.</p>
<p><strong>D.</strong>: Tu parli pochissimo della sanità senese, limitandoti a citare un recente e noto fatto di cronaca. Questo significa  che l&#8217;ospedale le Scotte va esente da critiche per quanto riguarda la gestione del potere da parte della &#8220;Casta&#8221;?</p>
<p><strong>R.</strong>: È vero, nel libro c&#8217;è poco sull&#8217;ospedale (che a livello politico è di pertinenza regionale, per questo il Corriere di Siena &#8211; lodevolmente &#8211; ha fatto le sue giornalate&#8230;); ci sarà senz&#8217;altro di più nel prossimo libro&#8230;</p>
<p><strong>D.</strong>: In merito alla Moschea di Colle affermi che il Sindaco Brogioni non concesse il referendum e che &#8220;si è dovuto assistere alla discutibile scena dei diessini locali che esultavano perché un tribunale &#8211; quello di Poggibonsi &#8211; aveva impedito ai residenti di esprimersi&#8221;.  Ma visto che  lo statuto comunale di Colle sancisce alcuni precisi diritti in merito alle modalità in cui la cittadinanza può prendere parola rispetto alle questioni  rilevanti sul piano locale, ci puoi spiegare cosa intendi quando affermi che l&#8217;esercizio di questo diritto è stato negato?  Pensi che la nuova legge regionale sulla partecipazione possa essere uno strumento valido per garantire ai cittadini di non essere esclusi dalle decisioni su grandi interventi quali l&#8217;aeroporto di Ampugnano?</p>
<p><strong>R.</strong>: Fassino dipingeva uno scenario in cui il Partito democratico &#8211; a livello locale &#8211; avrebbe fatto un referendum su ogni questione dirimente: la Moschea non lo è? E lo dice uno che &#8211; se a Siena ci fosse una realtà simil Veneto leghista &#8211; scenderebbe in piazza con i musulmani, sia ben chiaro, e che conosce l&#8217;Islam (ci ho fatto anche una conferenza meno di un anno fa) parecchio meglio di tanti che ne parlano, a Colle come altrove. Su come siano state gestite le cose, constato amaramente che il tempo mi sta dando impietosamente ragione, senza neanche dover aspettare anni ed anni&#8230;Sulla novità a livello regionale, non saprei proprio; vedo però che a Piancastagnaio le 870 firme raccolte da una lista civica per un referendum sulla geotermia sono state considerate carta straccia, in barba anche allo Statuto pianese, a quanto risulta!</p>
<p><strong>D.</strong>: Nel tuo libro critichi aspramente il sistema dell&#8217;informazione locale, affermando che abbraccia e sostiene in maniera quasi del tutto univoca le posizioni del potere senese. Stampa di partito piuttosto che voce critica. Qual è secondo te la causa reale di questo scarso pluralismo? È qualcosa di collegato al potere e alla casta oppure l&#8217;offerta editoriale soddisfa così com&#8217;è il pubblico senese?</p>
<p><strong>R.</strong>: Problema stampa (e radio, e televisione) locale; non parlo del libro &#8211; mai recensito da nessuno, nemmeno in modo negativo &#8211; ma parlo della manifestazione contro Ampugnano: La Nazione neanche mezzo rigo, proprio come sotto i regimi. Se ci vogliamo consolare, io sarei stato come minimo arrestato per quello che ho scritto, qui invece non è successo: se ci basta per consolarci, consoliamoci&#8230;il pubblico dei lettori &#8211; in generale &#8211; si forma anche per come lo abitui. Certo a Siena ha più diritto di parola sulla stampa (e in radio, e in televisione) un mezzo fantino che corre tre prove in vita sua, che non tanta gente che avrebbe molte cose intelligenti da dire. Poi c&#8217;è una triste conventio ad excludendum che va di padre in figlio; prima ancora che scrivessi La Casta di Siena, nei mesi precedenti &#8211; per un mio libro precedente, pubblicato dalla Kaos &#8211; sono stato intervistato da Radio Radicale, da Matrix, da Enigma, hanno scritto di me Il Corriere della sera, Il Venerdi di Repubblica e altri giornali nazionali; a livello locale, nessuno mi ha chiesto mezza intervista. Perché? Eppure il tema del libro (le false apparizioni della Madonna di Medjugorje) non credo che spaventasse più di tanto gli oligarchi senesi&#8230;</p>
<p><strong>D.</strong>: Aiutami a capire meglio la &#8220;psicologia senese&#8221;: mi è capitato spesso di sentire amici dire che prendere parola a Siena espone a dei &#8220;rischi&#8221; professionali se non sociali, giustificando così la loro poca propensione a esprimersi pubblicamente. Sia che questo sia un timore ingiustificato, sia che si tratti di una preoccupazione con qualche fondamento, sembrerebbe che una simile inclinazione all&#8217;omertà sia sproporzionata rispetto ai rischi che si possono correre qui da noi. Secondo te qual è la ragione di quest&#8217;atteggiamento passivo e quanto è diffuso veramente?</p>
<p><strong>R.</strong>: La paura c&#8217;è, l&#8217;omertà è la più scontata delle conseguenze. Forse è spropositata, perché a Siena non si muore per la verità (speriamo, almeno&#8230;), ma di certo si perdono i posti di lavoro, o si rischia seriamente di perderli. Certo tanti cuor di leone non si vedono! Io ho scritto quello che ho scritto perché ho la coscienza pulita, un lavoro non controllabile dagli oligarchi in nessun modo (e un Preside intelligente), un po&#8217; di coraggio: il rischio era che il libro restasse semiclandestino, ma dopo aver esaurito le 1500 copie non credo che vogliano fare di me un martire, sarebbe controproducente per loro stessi.</p>
<p><strong>D.</strong>: Nel tuo libro le critiche non si risparmiano: pure se il focus, a me sembra, è rivolto all&#8217;attuale maggioranza politica di Siena, elementi critici vengono sottolineati anche a carico dell&#8217;opposizione. Fatto sta che ad oggi il tuo libro corre il rischio di essere strumentalizzato proprio dall&#8217;opposizione. È qualcosa che avevi previsto? In questa realtà esiste secondo te una ricetta per veicolare un&#8217;informazione il più possibile neutrale?</p>
<p><strong>R.</strong>: Rischio strumentalizzazioni; il pericolo c&#8217;è, indubbiamente. Credo sia inevitabile correrlo, ma quando &#8211; come dicevo &#8211; uno ha la coscienza pulita, le critiche lasciano il tempo che trovano. Io &#8211; tanto per dirne una &#8211; non ho mai, dico mai, parlato con Piccini prima dell&#8217;uscita del libro; mio padre l&#8217;ha visto quando era già in stampa, e mi ha sommerso di critiche (restate inascoltate). Chi mi conosce queste cose le sa benissimo, gli altri si arrangino!</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/prendereparola.wordpress.com/15/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/prendereparola.wordpress.com/15/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/prendereparola.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/prendereparola.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/prendereparola.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/prendereparola.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/prendereparola.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/prendereparola.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/prendereparola.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/prendereparola.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/prendereparola.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/prendereparola.wordpress.com/15/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=prendereparola.org&blog=10540958&post=15&subd=prendereparola&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Breve storia del Ddl Prodi &#8211; Gentiloni sull&#8217;editoria</title>
		<link>http://prendereparola.org/2007/11/16/breve-storia-del-ddl-prodi-gentiloni-sulleditoria/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Nov 2007 11:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[My backyard: Siena e la Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Vecchio ciarpame]]></category>

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		<description><![CDATA[AUTORE: FRANCESCO CARNESECCHI Quale miglior argomento per un sito che si intitola prendere parola degli sforzi del governo di (ri) regolare l&#8217;informazione? Sto parlando del cosiddetto disegno di legge Prodi Gentiloni sull&#8217;editoria, o più precisamente della &#8220;Nuova disciplina dell&#8217;editoria e delega al Governo per l&#8217;emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=prendereparola.org&blog=10540958&post=12&subd=prendereparola&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>AUTORE: FRANCESCO CARNESECCHI</strong></p>
<p>Quale miglior argomento per un sito che si intitola prendere parola degli sforzi del governo di (ri) regolare l&#8217;informazione?</p>
<p>Sto parlando del cosiddetto disegno di legge Prodi Gentiloni sull&#8217;editoria, o più precisamente della &#8220;Nuova disciplina dell&#8217;editoria e delega al Governo per l&#8217;emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale&#8221;.</p>
<p>L&#8217;editoria è certamente una materia complessa che a prima vista può sembrare distante dal lavoro volontario di chi scrive sulla rete, ma non è affatto così.</p>
<p>Qualcuno ha letto nei contenuti del nuovo provvedimento un tentativo del governo di limitare la libertà di parola sulla rete, altri, forse più giustamente, hanno parlato della costante incapacità dei governi di comprendere le dinamiche di Internet. Per cercare di capire cosa è successo, ecco una piccola cronologia degli eventi:</p>
<p>il 12 ottobre 2007 il Consiglio dei Ministri su proposta del Presidente del Consiglio, Romano Prodi: approva &#8220;un disegno di legge per la nuova disciplina dell&#8217;editoria quotidiana, periodica e libraria, che conferisce al Governo una delega per l&#8217;emanazione di un testo unico finalizzato al riordino dell&#8217;intera legislazione del <a href="http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/testo_int.asp?d=36760">settore</a>(&#8230;)&#8221;.</p>
<p>Il 17 ottobre il sito <a href="http://www.civile.it/news/visual.php?num=45712">Civile.it</a> riporta un&#8217;allarmata lettura del DdL dove vengono riportati e commentati parti del disegno  , in particolare gli Art. 2, 5 e 7, ma su questo tornerò dopo. Il 19 ottobre il ben informato punto-informatico.it pubblica la <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327">notizia </a>, che compare presto anche sulle pagine web de La Repubblica. A questo punto interviene anche Beppe Grillo sul suo frequentatissimo Blog, con parole di fuoco contro sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi, il quale, solo dopo l&#8217;intervento di un comico naturalmente(!) si sente a questo punto in dovere di intervenire sulla <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Comunicati/dettaglio.asp?d=36855">questione</a>.</p>
<p>Il resto della storia è noto forse anche a chi non ha voglia e tempo di spulciarsi i Blog, visto che è passato alle cronache dei giornali nazionali: i ministri Di Pietro e Gentiloni, quest&#8217;ultimo ministro delle Comunicazioni(!), si sono dissociati dal DdL spiegando non aver preso visione del testo. Quale testo? Vediamolo:</p>
<p>I contenuti più dibattuti del contestato e credo presto superato <a href="http://www.governo.it/Presidenza/DIE/doc/DDL_editoria_030807.pdf">DdL </a> si trovano all&#8217;Art. 2 che considera prodotto editoriale &#8220;qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso&#8221;, all&#8217;art. 5 che considera l&#8217;attività editoriale anche quella svolta in forma &#8220;&#8221;in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative&#8221;; all&#8217;art. 6 che impone la laboriosa e costosa iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione (ROC) per &#8220;tutti i soggetti che esercitano l&#8217;attività editoriale&#8221;. Ma è soprattutto l&#8217;art. 7 (Attività editoriale su internet) ad essere criticato poiché prevede che l&#8217;iscrizione al ROC rilevi &#8220;anche ai fini dell&#8217;applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa&#8221;, ed al secondo comma dello stesso articolo prevede che si consideri responsabile delle attività &#8220;colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni&#8221;.</p>
<p>Che cosa significa tutto questo? Che i redattori di questo sito sono responsabili, secondo le norme sulla responsabilità per i reati a mezzo stampa, anche per i commenti lasciati dai nostri lettori.</p>
<p>Bello no? Ora diviene più chiaro il significato dell&#8217;alzata di scudi sul provvedimento, e le conseguenti smentite da parte dei ministri stessi (anche loro hanno dei Blog).</p>
<p>Tutto risolto dunque? Il tam tam della rete ha funzionato? Non esattamente. Il nuovo art. 7, come ha annunciato lo stesso sottosegretario Levi durante l&#8217;audizione in Commissione Cultura http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/stencomm/07/audiz2/2007/1024/s010.htm dovrebbe prevedere l&#8217;aggiunta di un ulteriore comma : &#8220;Sono esclusi dall&#8217;obbligo dell&#8217;iscrizione al registro degli operatori della comunicazione i soggetti che accedono a internet, o operano su internet, in forme o con prodotti come i siti personali o a uso collettivo che non costituiscono il frutto di un&#8217;organizzazione imprenditoriale del lavoro&#8221;.</p>
<p>Questo mette a riparo molti prodotti (editoriali), come quello che state leggendo. Fermo restando che questo sito non decida di divenire &#8220;un&#8217;organizzazione imprenditoriale del lavoro&#8221;, e di esercitare quindi una sleale, oltrechè pericolosa, concorrenza verso l&#8217;editoria tradizionale. La stessa che gode di 700 milioni di  euro di finanziamenti pubblici annui, ma questa è un&#8217;altra questione</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/prendereparola.wordpress.com/12/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/prendereparola.wordpress.com/12/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/prendereparola.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/prendereparola.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/prendereparola.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/prendereparola.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/prendereparola.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/prendereparola.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/prendereparola.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/prendereparola.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/prendereparola.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/prendereparola.wordpress.com/12/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=prendereparola.org&blog=10540958&post=12&subd=prendereparola&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gustavo Zagrebelsky &#8211; La virtù del dubbio</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 11:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discorsi generali]]></category>
		<category><![CDATA[My backyard: Siena e la Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[AUTORE: DANIELA LANGELLA Quando alcune settimane fa un mio collega, psicoterapeuta della famiglia, mi consigliò la lettura di questo libro, restai confusa e incuriosita. È un piccolo saggio nel quale un Professore, insegnante di Diritti dell&#8217;uomo e Filosofia del diritto, intervista un altro Professore, docente di Diritto e Giustizia costituzionale, già presidente della suprema Corte. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=prendereparola.org&blog=10540958&post=8&subd=prendereparola&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>AUTORE: DANIELA LANGELLA</strong></p>
<p>Quando alcune settimane fa un mio collega, psicoterapeuta della famiglia, mi consigliò la lettura di questo libro, restai confusa e incuriosita. È un piccolo saggio nel quale un Professore, insegnante di Diritti dell&#8217;uomo e Filosofia del diritto, intervista un altro Professore, docente di Diritto e Giustizia costituzionale, già presidente della suprema Corte. Cercavo connessioni apparentemente impossibili con l&#8217;attività professionale mia e del mio collega o, quanto meno, speravo di non essermi imbarcata in una lettura piena di oscuri tecnicismi giuridici e, diciamo così, alquanto lontana dal mio universo culturale.</p>
<p>Ebbene quello che ho trovato in questo libro, mi ha convinto a usarlo per  inaugurare la rubrica delle recensioni sul sito Prendere Parola, un sito che a mio avviso dovrebbe essere spazio di ricerca di informazioni, di confronto, di espressione e di ascolto.</p>
<p>La virtù del dubbio,  secondo Zagrebelsky, è l&#8217;antidoto contro i rischi delle ideologie e delle verità assolute.  &#8220;Dobbiamo essere circospetti anche, se non soprattutto, nei confronti dei nostri stessi ideali. Forse sono imposture, imposture verso noi stessi per coprire l&#8217;amore di sé&#8221;.</p>
<p>In particolare tutte le volte che assistiamo ad un&#8217;alleanza come quella tra potere e ideologia, &#8220;il piano inclinato, che non sappiamo dove possa portare, entra in funzione&#8221;. Piano inclinato che spesso ha condotto a conflitti e a regimi totalitari, perché coloro che credono di possedere le chiavi per intendere il senso e la legge della storia umana sono particolarmente esposti al rischio del fanatismo e del dogmatismo. Il  diritto deve piuttosto risiedere in una tensione constante tra legge e giustizia, dove per giustizia non si intende la giustizia assoluta, universale, che è un miraggio, un&#8217;illusione, nobile e pericolosa al tempo stesso, soprattutto impossibile per il genere umano.  Giustizia piuttosto considerata come una ricerca, &#8220;un andar cercando&#8221; attraverso la libertà, perché non ci è data una volta per tutte e deve fare i conti con le sfide generate dalla convivenza di diversità e molteplicità culturali, sociali e identitarie. In questo senso per Zagrebelsky  la Costituzione è &#8220;il punto d&#8217;incontro, l&#8217;accordo, il compromesso che sta alla base della convivenza tra tanti soggetti, portatori di identità politiche diverse che cercano di combinarle in un patto di convivenza&#8221;.  Un prodotto culturale che svolge una funzione di unificazione, fondazione e stabilizzazione delle strutture politico-sociali. Il diritto, e il diritto costituzionale come diritto generale dei diritti particolari, diventa uno strumento di convivenza, è mite nel senso di &#8220;amichevole verso le diversità&#8221;, assume un&#8217;idea di cittadinanza aperta che non si cristallizza nella difesa di un&#8217;identità definita <em>a priori</em>.  E d&#8217;altro canto non potrebbe essere altrimenti, prendendo atto che l&#8217;epoca degli Stati chiusi nei propri confini è un&#8217;epoca terminata e l&#8217;epoca della globalizzazione introduce alla dimensione del multiculturalismo. Se un tempo il territorio, lo spazio fisico circondato da frontiere e confini, era elemento costitutivo dello Stato, e la <em>res publica</em> di ogni popolo era compresa dentro confini stabiliti, oggi viviamo in un mondo in cui i viventi hanno sempre più un rapporto indivisibile con la terra intera (pensiamo alla problematica ambientale, per esempio), tanto da richiedere la creazione di una comunità universale di diritto e di diritti. Pur consapevole della natura utopica di queste parole, Zagrebelsky propone la mondializzazione del diritto, &#8220;ipotesi della cultura&#8221;, come alternativa alla mondializzazione della politica, &#8220;ipotesi della forza e dello spavento&#8221;.</p>
<p>Mi sembra di cogliere molti spunti di riflessione da questa lettura, utili per il discorso e per i discorsi che vorremmo aprire su questo sito. Mi pare essenziale il richiamo al dubbio come condizione essenziale per un atteggiamento di apertura e di ascolto, ingrediente fondamentale in uno spazio di confronto. Prendere parola acquista senso solo all&#8217;interno di una relazione &#8211; seppur virtuale! &#8211; in cui l&#8217;Altro ci ascolta ed è genuinamente interessato alle nostre parole.  Quella della crescita della  capacità di mettere in dubbio i nostri pregiudizi, di guardare la realtà da punti di vista differenti  e, dunque, di imparare a capire la diversità, è la strada che ci piacerebbe percorrere.</p>
<p>Gustavo Zagrebelsky</p>
<p><em>La virtù del dubbio &amp;ndash; Intervista su etica e diritto</em></p>
<p>A cura di Geminello Preterossi</p>
<p>Ed. Laterza, 2007</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/prendereparola.wordpress.com/8/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/prendereparola.wordpress.com/8/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/prendereparola.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/prendereparola.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/prendereparola.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/prendereparola.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/prendereparola.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/prendereparola.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/prendereparola.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/prendereparola.wordpress.com/8/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/prendereparola.wordpress.com/8/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/prendereparola.wordpress.com/8/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=prendereparola.org&blog=10540958&post=8&subd=prendereparola&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>Prendere parola</title>
		<link>http://prendereparola.org/2007/10/20/prendere-parola/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Oct 2007 10:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[My backyard: Siena e la Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Vecchio ciarpame]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari lettori, cari autori, con questo primo pezzo, dal carattere squisitamente introduttivo, nasce il&#8230; portale? Blog? Magazine? Nasce in ogni caso il sito web &#8220;Prendere Parola&#8221;. Comunque lo si voglia definire, Prendere Parola si apre come spazio di libero scambio per le idee, luogo di visibilità per TUTTI i punti di vista ed esperimento sui [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=prendereparola.org&blog=10540958&post=3&subd=prendereparola&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari lettori, cari autori,</p>
<p>con questo primo pezzo, dal carattere squisitamente introduttivo, nasce il&#8230; portale? Blog? Magazine? Nasce in ogni caso il sito web &#8220;Prendere Parola&#8221;.</p>
<p>Comunque lo si voglia definire, Prendere Parola si apre come spazio di libero scambio per le idee, luogo di visibilità per TUTTI i punti di vista ed esperimento sui modi del libero scambio d&#8217;informazioni e punti di vista.</p>
<p>L&#8217;articolo 19 della <a href="http://www.unhchr.ch/udhr/lang/itn.htm">Dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo</a> sancisce la libertà di &#8220;[...]  cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo [...]&#8220;. Un principio altamente democratico la cui applicazione sembra quasi pensata, in un&#8217;epoca assai anteriore alla sua ideazione, proprio per le potenzialità di comunicazione messe a disposizione da Internet.</p>
<p>Questo vincolante passaggio di uno dei trattati fondamentali del diritto internazionale, ribadito dall&#8217;articolo 11 della <a href="http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/QueVoulezVous.asp?NT=005&amp;CM=7&amp;DF=6/22/2007&amp;CL=ITA">Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo e delle libertà fondamentali</a>, stabilisce esplicitamente il principio della libertà di utilizzo passivo ed attivo del mezzo di comunicazione, dando modo ad ogni cittadino di adempiere al proprio diritto/dovere di esprimere un punto di vista sui temi di interesse pubblico, sulle scelte politiche e sulle condizioni di vita di tutti.</p>
<p>Il problema principale che ci siamo dovuti porre nel pensare questo &#8220;palco&#8221; per le idee di tutti, riguarda il mantenimento di un eventuale &#8220;alto livello qualitativo&#8221; dei contenuti, a fronte di un&#8217;ideale e assoluta libertà di accesso e di espressione.</p>
<p>Come in esperienze precedenti, abbiamo voluto distinguere due &#8220;livelli di comunicazione&#8221;: da una parte i pezzi (articoli) d&#8217;apertura di ogni singola discussione, vagliati e selezionati in base al loro interesse, al loro contenuto informativo e, perché no, alla loro leggibilità.</p>
<p>Dall&#8217;altra i liberi commenti, intesi come strumento per il diritto di replica, occasione di integrazione e ampliamento e, in definitiva, modo in cui si dovrebbe concretizzare la vera missione di Prendere Parola: la garanzia di un accesso attivo ai mezzi d&#8217;informazione.</p>
<p>La nostra idea è che tutti possano sottoporre articoli e commenti, con la possibilità però di filtrare quello che in altra sede abbiamo definito &#8220;rumore di fondo&#8221;, cioè quell&#8217;attitudine di alcuni di abusare degli spazi di libera espressione per affermare ovvietà e imbastire sciocchi battibecchi, che poco hanno da invidiare al mediocre livello dei mezzi di comunicazione di massa tradizionali.</p>
<p>La critica che usualmente si muove a questo uso della Rete è proprio che in tal modo si dà spazio solo all&#8217;attitudine becera e volgare di pochi, rispetto alla silenziosità dei molti e al rifiuto d&#8217;intervenire di coloro che, idealmente, dovrebbero essere capaci di esprimere punti di vista &#8220;d&#8217;alto profilo&#8221;: politici, giornalisti, intellettuali, ecc. La risposta tradizionale a questo &#8220;rischio&#8221;, cioè mantenere &#8220;alto&#8221; il livello del dibattito con una selezione &#8220;qualitativa&#8221;  e preventiva degli interlocutori, è sensata solo a prima vista . Troppo comodo!</p>
<p>Questa strategia di delimitazione del campo d&#8217;interlocuzione nasce, a nostro parere, da una difficoltà diffusa nell&#8217;intellighenzia a gestire punti di vista eterodossi. È il tremendo conformismo che investe tutte le categorie dei &#8220;lavoratori intellettuali&#8221; ciò che impedisce un pieno sviluppo di una comunicazione democratica, non il presupposto &#8220;basso livello&#8221; di chiunque non ricopra una carica ufficiale. Non saremo noi a dare simili &#8220;patenti&#8221;: ognuno deve essere giudice delle proprie e delle altrui affermazioni. Ciò non toglie, naturalmente, che volendo offrire un simile servizio non ci si può sottrarre alla responsabilità di moderazione e perfino di censura, per evitare che il disegno di uno spazio libero si trasformi in un inutile ammasso di insulsaggini.</p>
<p>Si tratta evidentemente della ricerca di un equilibrio instabile e difficile. Il nostro atto di fiducia &#8211; se non di fede &#8211; è che uno spazio aperto non stimoli i livelli più bassi del &#8220;prendere parola&#8221;, ma anzi accenda in tutti la voglia di dare sviluppo al proprio pensiero, argomentando, documentando e facendo lo sforzo di smorzare i toni più viscerali ed emotivi. L&#8217;ampio ritardo culturale di molte categorie insospettabili, dai professori universitari agli operatori dell&#8217;informazione, rende l&#8217;uso del mezzo informatico ancora tutto da esplorare, alla ricerca dei modi per garantire qualità, completezza e libero accesso.</p>
<p>Con questo spirito vogliamo dare avvio a una generale discussione sui temi della vita pubblica, astenendoci, con britannica aspirazione alla neutralità, da abbracciare i punti di vista di questa o quella forza sociale e politica, ma assicurando a tutti pari spazio e pari legittimità. Dire questo in Italia appare a noi per primi un vuoto esercizio retorico, ma è proprio quello che, da oggi in poi, cercheremo di fare.</p>
<p>Prendere Parola è infatti certificato &#8220;libero da collegamenti a movimenti e partiti politici&#8221;, sia in senso negativo sia in senso positivo. Non saremo certo noi a barricarci dietro atteggiamenti discriminatori: siamo pronti a dare spazio a tutti, ma senza dipendere da nessuno. Vedremo nel tempo, se questa condizione d&#8217;isolamento si rivelerà infine un vantaggio o un handicap.</p>
<p>In ultimo, non possiamo esimerci dal sottolineare come Prendere Parola nasca da Siena e per Siena, intesa come &#8220;vasta&#8221; comunità e non strettamente come città. Il primo dovere di servizio è quello di affrontare i temi di questo territorio così particolare, nella sua struttura sociale e antropologica, con le sue chiusure e le sue peculiarità.</p>
<p>Ciò certo non toglie che il respiro di molti argomenti che si affronteranno in questo spazio avranno spesso, almeno noi speriamo, un valore che trascenda il piano locale e il mero rapporto Siena-Resto del mondo. Un altro scopo importante è proprio portare questa città, questo territorio, nel dibattito nazionale su tutti i temi che fanno dell&#8217;Italia una democrazia incompiuta, non in senso deteriore, ma nel senso di quel necessario e continuo completamento di cui qualunque vera democrazia ha sempre bisogno.</p>
<p>Proprio per far questo è necessario che ci facciamo tutti carico delle nostre responsabilità e &#8220;prendiamo parola&#8221;!</p>
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